Autore: Ischia Escursioni

Nato più da più di 100.000 anni il Monte Epomeo è la cima più alta dell’isola d’Ischia. In realtà è un vulcano sottomarino che emerge dall’acqua e dalla cui attività, secondo la storia vulcanologica di Ischia si sono formati gli apparati vulcani di Barano, Montevezzi, Capogrosso, S.Pancrazio, Citara e Sant’Angelo. Dalla formazione stratificata della pietra verde si evince, secondo l’Osservatorio Vesuviano locale, che l’ultima eruzione risale al 1302. Lungo le pendici del Monte Epomeo e per tutta la sua circonferenza si trovano i sei comuni isolani: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Barano d’Ischia e Serrara Fontana comune dal quale si ha accesso al sentiero che conduce fino alla sua vetta e dal quale si può godere di un fantastico panorama.

Ischia, tra terme, salute e benessere.
Forse non tutti sanno che la caratteristica dell’sola d’Ischia è data proprio dalle sue terme che generano salute e benessere.
Nello specifico dalle proprietà minerali delle sue acque che vengono attinte direttamente dal sottosuolo.
Infatti non tutte le acque termali sono uguali: ogni sorgente naturale ha una temperatura e delle proprietà organolettiche differenti in base al luogo di estrazione e questo è dovuto alla natura vulcanica dell’isola d’Ischia.
Le cure termali che possono essere praticate negli stabilimenti interni alle strutture alberghiere o in altri siti idonei consistono maggiormente nella fango-bagno terapia e nelle cure inalatorie.
I fanghi termali sono tipicamente indicati nella cura e prevenzione di problemi relativi alle articolazioni: artriti, artrosi reumatiche, osteoporosi etc.
Quelle inalatorie invece sono predilette per la cura e la prevenzione delle malattie respiratorie delle vie superiori ed inferiori.

Il buonissimo coniglio all’ischitana.
Per una buona riuscita del piatto tipico della tradizione ischitana, la ricetta prevede che venga utilizzato un coniglio isolano di fossa.
Prendente il coniglio, togliete tutte le interiora, tagliatelo a pezzi, sciacquatelo ed asciugatelo per bene.
Prendete le interiora e mettetele a marinare nel vino per qualche ora.
In un tegame, preferibilmente di terracotta, mettete olio extravergine di oliva, un peperoncino diavoletto e una testa d’aglio (consiglio aglio rosso di nobia).
Appena l’aglio si sarà imbiondito, toglietelo dal fuoco, mettetelo da parte ed aggiungete il coniglio precedentemente tagliato a pezzi nella casseruola facendo bene attenzione e donare una scottatura dorata ed omogenea a tutta la carne.
Sfumate con abbondante vino bianco.
Aggiungete i pomodori interi (rigorosamente del piennolo di Ischia), le interiora, la testa d’aglio precedentemente tolta, aggiungete sale, qualche foglia di timo e di maggiorana e lasciate cuocere a fuoco lento per non più di 20 minuti assicurandovi che la carne non si asciughi troppo.
Il coniglio sarà pronto da servire quando il sugo si è ben tirato e la carne sembra quasi che si stia attaccando al fondo della casseruola.
La tradizione vuole che il coniglio all’ischitana sia accompagnato da patatine fritte rigorosamente fresche e tagliate a mano.
Buon Appetito !